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Interviste - Commissariato Italiano Esposizione Universale di Shanghai 2010

Silvana Annicchiarico
Silvana Annicchiarico

“A Shanghai l’Italia dei cittadini”
L'intervento di Silvana Annicchiarico Direttore del Design Museum della Triennale di Milano.

 

“La cultura urbana italiana non è stata e non sarà solo la cultura degli architetti, degli urbanisti, dei principi e delle corti, ma è stata e sarà anche la cultura dei cittadini. E' proprio questo fattore che, a mio modo di vedere, ha impedito che le città storiche italiane si omologassero in nome della modernità”.

A ribadirlo con forza è Silvana Annicchiarico, direttore del Museo del Design della Triennale di Milano, partner del Commissariato italiano per l’elaborazione del concept.

“In ciò sta forse la specificità irripetibile del modello urbano italiano e la sua principale differenza rispetto ai modelli urbani oggi dominanti nell'area geopolitica orientale e americana. In Italia è l'individuo al centro del suo sviluppo”. “Un modello culturale”, sostiene la Annicchiarico, “tutto italiano, che trova i suoi connotati più specifici nella “capacità che il nostro paese ha avuto di assorbire e integrare progressivamente tutti i modelli culturali derivati dalle varie dominazioni politiche che si sono susseguite nel territorio, senza per questo azzerare il suo passato e la sua memoria”.

Non è un mistero infatti che le città italiane siano riuscite nella storia a fondere e armonizzare elementi derivati da modelli culturali greci, etruschi, latini, e poi ancora arabi, aragonesi, francesi, spagnoli, germanici e così via.

“La città italiana è una città a più strati e plurilinguistica, in cui il nuovo non azzera e non cancella mai il vecchio, ma lo assorbe e lo riplasma conservandone viva la memoria”, sottolinea ancora Annicchiarico.

Un unicum italiano, un privilegio che oggettivamente ha reso le città italiane tra le più belle e uniche al mondo. Un fattore che ha sviluppato nel cittadino la capacità di sentirsi orgoglioso della propria città, orgoglioso della propria appartenenza e di fondare su di esso la costruzione dell'identità individuale e collettiva.

“Nella stragrande maggioranza dei casi gli abitanti delle città italiane hanno vissuto nella percezione di abitare in un luogo unico e irripetibile”.
“Credo allora”, conclude la Annicchiarico, “che la presenza italiana a Shanghai debba in qualche modo riuscire a rappresentare questi elementi – che sono i propri – quindi il sincretismo, l'appartenenza, l'identità, come caratteri imprescindibili di una città futura che sappia rendere migliore la vita dei suoi abitanti”.

Un esempio e un'idea tra l'altro antichissima. “L'Italia è stato l'unico paese occidentale a elaborare fin dal medioevo straordinari modelli di contaminazione culturale fra occidente e oriente. Basti pensare a Marco Polo e al suo Il Milione”.

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